|
Come è nato il lavoro In una quinta qualcuno dice: "Peccato, quando andremo via dalla scuola elementare non ricorderemo più tutte le parole conosciute". Altri propongono: "Perché non raccogliamo tutte le parole che abbiamo imparato? Così avremo a portata di mano un vocabolario tutte le volte che non ricordiamo qualcosa". Un altro ancora: "Realizziamo Mon petit dictionnaire". Li lascio parlare e discutere; poi, siccome la maggioranza accetta l'idea, propongo: "Usiamo il computer?". Naturalmente, sono tutti d'accordo! ![]() La scelta di utilizzare il computer nell'insegnamento della lingua straniera è nata dalla convinzione che occorre offrire agli alunni più strumenti e mezzi per l'apprendimento, stimolando lo sviluppo cognitivo oltre che quello linguistico. È importante fruire di software multimediale a supporto delle varie modalità di apprendimento di una lingua straniera, ma non solo. Occorre porre l'accento anche sulla valenza formativa di strumenti di produzione personale per sistematizzare le conoscenze. Si tratta di programmi nati non per la scuola, ma per gli usi professionali più disparati. Se si utilizzano nella didattica, sfruttandone al massimo le potenzialità, in maniera critica e flessibile, essi si inseriscono bene in un processo educativo che rispetti sia lo sviluppo cognitivo, sia l'unitarietà della formazione. La scelta è caduta sul database per la creazione di un piccolo vocabolario, anche se questo può sembrare un lavoro banale per i "non addetti ai lavori". Infatti il prodotto finito non presenta una veste grafica accattivante, ha poche immagini e molte parole. Eppure, dietro queste scarne pagine ci sono molte ore di lavoro dei bambini, a scuola e a casa. Perché ho scelto di utilizzare il database? Esso ci ha offerto la possibilità di consolidare capacità logiche e di classificazione, di riflettere sulla lingua italiana e, tramite un confronto tra le due lingue, di iniziare a sistematizzare le conoscenze acquisite nel corso dei tre anni. Ha permesso inoltre di conseguire abilità trasversali e interdisciplinari: classificare, ordinare, seriare, quantificare. All'apprendimento della lingua straniera nella scuola elementare si riconosce un carattere preminentemente orale. Pertanto le parole sono state apprese in un contesto ludico-comunicativo, con un metodo in cui la singola parola non ha mai trovato cittadinanza, ma ha acquisito significato solo all'interno di esperienze comunicative vissute dagli alunni in prima persona, con frasi pronunciate durante attività di drammatizzazione, jeux de rôle, chansons e comptines. Fasi di realizzazione A casa, ciascun alunno, a propria discrezione e con gradualità, ha raccolto in un quaderno a fogli mobili le parole conosciute, che ha successivamente inserito nel database durante le attività a scuola. In laboratorio, dopo aver discusso a lungo, si è creata la struttura del database, inserendo i nomi dei campi ritenuti significativi: parola, nome, verbo e così via. In un secondo momento, si sono inseriti nei record i dati (parole francesi conosciute), rispondendo "sì" oppure "no" a seconda dell'appartenenza o meno alla classe richiesta. Per la classificazione si sono assunte come punto di riferimento la lingua italiana e le conoscenze già acquisite nella riflessione linguistica. I bambini lavoravano in coppia, collaborando a turno nella digitazione.
Dopo l'inserimento dei dati, abbiamo effettuato la ricerca: classificazione secondo uno, due o più attributi. Per esempio, bisognava ritrovare tutte le parole francesi che rispondevano al criterio: nome, comune, singolare, maschile (quattro attributi o filtri). Dall'elenco visualizzato, si aveva la riprova che l'inserimento dei dati era stato corretto o no. Così, se tra gli aggettivi appariva anche un verbo, voleva dire che il dato era stato inserito in forma scorretta (verifica). ![]() Dopo la correzione collettiva, e solo allora, si poteva impostare un rapporto, che coincide con la pagina del vocabolario che risulta stampata. Come si vede, è stato un lungo percorso che ha impegnato i bambini in varie attività, permettendo di conseguire obiettivi diversi, tutti molto importanti. Sicuramente ne è valsa la pena, se in seguito, tra gli alunni che possedevano il computer, qualcuno ha realizzato a casa e autonomamente un database per la classificazione delle figurine dei calciatori, dei dischi e delle musicassette.
1. Obiettivi Avviare i bambini alla conoscenza e all'uso razionale e sistematico del computer e delle relative periferiche. Avviare i bambini all'utilizzo e alla gestione, in attività scolastiche, di programmi integrati. Consentire l'acquisizione di capacità logiche e lo sviluppo di strutture cognitive via via più complesse. Acquisire un modello scientifico di analisi della realtà che sia proponibile in situazioni diverse. 2. Prerequisiti Aver acquisito una sufficiente strumentalità nella scrittura e lettura. Saper effettuare classificazioni. Saper risolvere semplici situazioni problematiche. Conoscere la struttura del computer. Saper gestire lo schermo e la tastiera. Saper gestire le informazioni, memorizzarle, recuperarle e stamparle. 3. Materiali Carta, penna, matite, pennarelli, forbici. Schedario a schede perforate. Strumenti informatici del laboratorio: hardware e software. 4. Competenze da acquisire Creare la struttura di un database: i record e i campi. Inserire i dati. Recuperare i dati tramite la ricerca. Creare un rapporto. Stampare il documento. 5. Ipotesi operative In aula Fase 1: Capire la struttura di un database Si crea un archivio cartaceo con schede perforate. Si stabilisce la convenzione: foro aperto significa "no", chiuso "sì". Si prepara la scheda guida sulla quale tutti i fori sono chiusi e si scrive un attributo in corrispondenza di ogni foro. Per una classificazione di animali, ad esempio, mammiferi, ovipari, carnivori, erbivori ecc. Prepariamo le schede dell'archivio, una per ogni animale. Applichiamo la classificazione giusta, scegliendo di lasciare i fori chiusi o aperti. Dopo aver preparato molte schede e averle sistemate in un contenitore, alla fine effettuiamo la ricerca: se vogliamo scoprire quali tra gli animali inseriti nell'archivio sono "mammiferi e carnivori", infiliamo nella scheda guida due bacchette in corrispondenza dei due fori relativi agli attributi richiesti. Naturalmente useremo tante bacchette quanti saranno gli attributi da ricercare. Ci accorgeremo che verranno fuori solo le schede che corrispondono agli attributi ricercati e che, avendo il foro chiuso, corrispondono a "sì". Da qui, per similitudine, sarà semplice far capire nozioni più astratte come quelle di "file", "record", "campo", "filtro", "ricerca". Fase 2: Preparare il lavoro Discussione collettiva in classe. Selezione del campo d'indagine rispetto a ciò che si vuole sapere/ricercare. In laboratorio Fase 3: Creare il database al computer Creare i record e i campi per archiviare i dati raccolti sul quaderno ed effettuare ricerche a uno, due e più attributi. 6. Metodologia Il bambino si pone in atteggiamento di ricerca e quindi formula ipotesi, ne esegue la verifica "in tempo reale", scegliendo i comandi necessari per la realizzazione, ottiene risposte e, rispetto a queste, valuta l'efficacia in vista dell'operazione successiva. In questo processo di ricerca si tenta di rendere concreti ed espliciti i criteri di classificazione attraverso i quali oggetti di qualsiasi natura possono essere raggruppati. La metodologia prevede un coinvolgimento di tutti i bambini durante le fasi di lavoro, in modo da suscitare motivazione e interesse ad apprendere, oltre che favorire l'astrazione a partire dall'esperienza secondo le modalità del problem solving. I bambini diventano così costruttori della propria conoscenza, interagendo attivamente con se stessi e con gli altri. La formulazione del lavoro da eseguire, la sua verifica, il riscontro degli schemi elaborati, l'eventuale esigenza di modificarli diventano elementi portanti della pratica educativa in cui l'errore stesso è un'occasione, importante e naturale, di apprendimento. |